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Sono Antimperialista nella misura in cui sono favorevole al riscatto sociale dei vecchi e dei nuovi schiavi.
Sono Antimperialista dal momento in cui faccio gli interessi di una classe, che comunque la si voglia chiamare, oggi è la prima che paga davvero col sangue, tutti i giorni, lo scotto delle politiche di smantellamento dello stato sociale nei paesi allineati e delle poltiche di asservimento degli stati ancora sovrani al volere delle élite dominanti per conto di Usa Israele e dei signori del petrolio, in vista del nuovo ordine mondiale. Il nuovo assetto globale si basa su dei rapporti sociali di produzione altrettanto nuovi, ed è su quelli che il Sistema sta spingendo per il riassetto. Ignorarli significa continuare a giocare con uno schema che a monte è stato già ritenuto inidoneo e quindi lasciato sopravvivere fino alla sua completa saturazione, mentre le più grosse risorse stanno già lavorando alacremente alla consolidazione del nuovo schema.
 Dal momento che sono Antimperialista, secondo tale prospettiva, sarò sempre dalla parte degli stati non allineati che difendono il proprio diritto ad autodeterminare il proprio futuro in contrasto col progetto criminale di dominio globale che ci vorrebbe ancora di più schiacciati ed appiattiti al pensiero unico dominante, all’interno di stati contentenitori che non saranno neanche più fruibili come terreno di lotta politica. Contro chi lottare altrimenti, se il nemico si fa invisibile e va oltre i confini nazionali perdendosi nell’orizzonte di questa balla chiamata globalizzazione?
Sono Antimperialista perchè credo inscindibile la questione nazionale dalla questione sociale, dalla lotta di classe. Entrambe le questioni vengono criminalmente tenute divise e distanti, al solo fine di azzopparle entrambe in maniera definitiva. Se non si compie questo urgente collegamento, se non si forniscono ai lavoratori gli strumenti efficaci per lottare contro il riassetto globale in modo determinante per i loro interessi principalmente, e poi in solidarietà con quelli dei popoli oppressi dall’imperialismo mediatico e militare, si compiranno solo dei grossi buchi nell’acqua. E’ dal lavoro e dal non-lavoro che deve partire il processo attuativo di riscatto sociale contro il progetto criminale globale di asservimento USa. Non dai dominanti attenzione, ma dai dominati. Altrimenti finiamo solo per consegnanare le chiavi del nostro futuro da un padrone all’altro, nei secoli dei secoli.
 Dopo il vergognoso sfacelo della Libia di Gheddafi, la Siria rappresenta l’ultimo baluardo di resistenza a tale progetto, e da Antimperialista sarò sempre dalla parte del popolo siriano, del suo legittimo governo, e del suo presidente Assad, intorno al quale il suo popolo si stringe in funzione protettiva degli interessi nazionali e dei delicatissimi equilibri etnici religiosi dell’area. Altre posizioni alternative non ce ne sono. Il futuro dei siriani è dei siriani e noi italiani abbiamo solo da imparare dalla loro determinazione a non farsi schiacciare.
Da Antimperialista quindi, io sto con Assad, come sto con Chavez, con Fidel, con la resistenza libanese, palestinese, con quella afghana, irachena, nella stessa misura e con gli stessi ideali che mi portano ad essere coi lavoratori, i precari, i disoccupati, e tutti coloro che sono minacciati di perdere o che hanno già perso, la propria dignità politica ed esistenziale e che lottano per riconquistarla. Sì, perchè le cause che tolgono dignità e prerogative nazionali agli stati, sono le stesse che rubano dignità e prerogative a chi lavora.
Non potrò mai credere in una lotta di classe sotto l’ombrello protettivo della Nato e degli Usa, ed allo stesso modo non potrò mai affidarmi ad un sostegno alla Siria di Assad, che prescinda dall’interesse di classe che perseguo.
Sono Antimperialista perchè mi rifiuto di essere servo del potere, sia quando è a stelle e a strisce, sia quando, per servire il primo ne nasce un secondo che si avvolge nel nostro caro tricolore, sia quando infine, assume la forma ideale di un contro-Impero “buono”. Non sono al servizio di nulla di tutto questo, non ho confusione nella testa, so bene da che parte stare, sia guardando al mondo intero che alla nostra piccola, politicamente indeterminante e opportunista italia.
Maristella Aiello

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