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COMUNICATO STAMPA DEL PARTITO COMUNISTA VENEZUELANO


 Fonte prensapcv

Traduzione di Violetta Nobili

 

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La Direzione Politica del Comitato Centrale del Partito Comunista del Venezuela, con profondo dolore per la scomparsa fisica del nostro Presidente Hugo Rafael Chávez Frías – leader indiscusso del processo bolivariano in Venezuela, in America Latina e nel mondo – desidera esprimere la sua ferma convinzione nel continuare ad innalzare le bandiere di lotta della rivoluzione socialista e dell’unità popolare
rivoluzionaria.

 
Per tutta la sua vita, il Presidente Hugo Rafael Chávez Frías ha contribuito alla costruzione e alla difesa della Patria, per una società di
giustizia e libertà per la classe lavoratrice venezuelana, latinoamericana e del mondo, contrapponendosi sempre all’imperialismo globale e ai suoi servi.

 
Il nostro compagno Presidente ha sempre affrontato con esemplare disciplina e abnegazione rivoluzionaria, il difficile compito di governare la nostra Patria attraverso percorsi che portano alla costruzione di una società più giusta; questo è stato per lui un impegno di vita.

 
La Direzione Politica del Partito Comunista del Venezuela condanna le politiche di guerra mediatica e di manipolazione intraprese dai settori reazionari  venezuelani, diretti dall’imperialismo statunitense, il principale nemico della classe operaia e di tutto il popolo lavoratore.

 
Facciamo un appello al popolo venezuelano, alle forze politiche e sociali rivoluzionarie affinché serrino le fila e siano sempre attenti e vigili di fronte alle manovre dell’imperialismo volte a creare caos e destabilizzazione nel nostro paese. Per questo dobbiamo mettere in campo gli alti livelli di organizzazione e mobilitazione disciplinata del nostro popolo, in tutti i contesti e le situazioni create negli ultimi anni.

 
Facciamo arrivare ai suoi cari e a coloro che in vita lo hanno amato profondamente, la nostra solidarietà e le nostre condoglianze, soprattutto ai suoi figli e al resto dei suoi familiari.

 

La Direzione Politica rende omaggio al compagno Presidente Hugo Rafael Chávez Frías, quadro rivoluzionario che diventerà eterno nell’immaginario collettivo della nostra Patria, poiché esempio di fermezza, dedizione, coraggio e grandezza rivoluzionaria.

 
Facciamo un appello al popolo venezuelano a continuare ad impegnarsi affinché il valore, la forza, la generosità e l’amore infinito per l’umanità – peculiarità del comportamento e dell’azione rivoluzionaria del compagno Presidente Hugo Rafael Chávez Frías – siano, ora e sempre, esempi per il nostro popolo e per le nuove generazioni di combattenti per la vita.

 

Caracas, 5 marzo 2013

Sarkozy ordinò l’assassinio di Chávez


Fonte: Red Voltaire

di Ernesto Carmona

Versión en Castellano más abajo

Nel 2009 l’allora Presidente della Francia, Nicolas Sarkozy, inviò a Caracas il sicario francese Frederic Laurent Bouquet che aveva il compito di uccidere il Presidente Hugo Chávez. La missione fu un fiasco: il francese è stato catturato il 18 giugno 2009 e dopo tre anni e mezzo di prigionia, è stato scarcerato ed espulso dal Venezuela, il 20 dicembre 2012.

La notizia dell’espulsione è apparsa sommessamente su alcuni giornali venezuelani il 30 dicembre scorso; la stampa citava un breve comunicato del Ministero del Potere Popolare per il Servizio Penitenziario: “Ieri hanno emesso il documento di scarcerazione – Hanno espulso il francese che pianificava l’omicidio di Chávez”.

In base a quanto dice la stampa venezuelana, Bouquet è stato arrestato il 18 giugno del 2009 per “occultamento di armi da guerra, pianificazione dell’assassinio del Presidente della Repubblica Bolivariana e altri sei reati”. Quel giorno le autorità venezuelane gli sequestrarono un arsenale composto da 500 grammi di C-4, da esplosivi molto potenti fabbricati negli Stati Uniti per l’uso esclusivo delle loro truppe militari, da macchinari per la comunicazione, da indumenti militari, ecc.

In Venezuela non c’è stata informazione sul perché, dopo tre anni e mezzo, Bouquet sia stato scarcerato ed espulso. I giornali si sono limitati a citare un comunicato ufficiale: “Attraverso una nota di stampa, il Ministero (del Potere Popolare per il Servizio Penitenziario) ha informato che il cittadino francese ha grande esperienza militare, è stato addestrato in Israele e si presume sia un agente dei servizi di intelligence francese”. Il testo aggiungeva che “il documento per la scarcerazione è stato emesso dalla Giuria Primaria in Funzione di Esecuzione, a carico della giudice Yulismar Jaime, in base agli articoli 39 e 40 della Legge sulla Immigrazione” (Correo del Orinoco, domenica 30 dicembre, pagina 5).

La versione di Red Votaire, pubblicata il 2 gennaio 2013, ha approfondito il tema e ha assicurato che “Bouquet ha ammesso di essere stato addestrato in Israele e di essere un agente segreto francese”.

Il portale del famoso giornalista francese Thierry Meyssand, ha affermato: “Il signor Bouquet (nella foto) era stato arrestato a Caracas il 18 giugno del 2009 insieme a tre cittadini dominicani; erano in possesso di un vero e proprio arsenale. Nell’appartamento comprato da Bouquet, la Polizia Scientifica venezuelana ha trovato 500 grammi di esplosivo plastico C-4 (ad uso militare), 14 fucili d’assalto – 5 dei quali dotati di mirini telescopici, altri 5 con sistemi laser e uno con il silenziatore – e cavi speciali, 11 detonatori elettronici, 19.721 proiettili di diverso calibro, 3 mitragliette, 4 pistole con differenti calibri, 11 macchinari di comunicazione radio, 3 walkie-talkie e una base radio, 5 fucili da caccia calibri 12, 2 giubbotti antiproiettile, 7 uniformi militari, 8 granate, 1 maschera antigas, 1 coltello da combattimento e 9 recipienti di polvere da sparo”.

“Quando è stato processato, Bouquet ha ammesso di essere stato addestrato in Israele e di essere un agente dei servizi segreti francesi (DGSE). Inoltre ha riconosciuto che stava preparando un attentato per assassinare il Presidente costituzionale del Venezuela, Hugo Chávez”.

Al termine del processo, Bouquet è stato condannato a 4 anni di carcere per «occultamento di armi da guerra». Scontata la sua condanna è stato scarcerato in accordo con l’ordine N° 096-12 della giudice Yulismar Jaime, ed è stato espulso dal Venezuela per «minaccia alla sicurezza nazionale», in virtù dell’articolo 39, paragrafo 4 della Legge sulla Immigrazione del Venezuela.
Le autorità venezuelane, fino a quel momento, avevano omesso le informazioni sul tema. I fatti sono stati confermati dal portavoce del ministero francese delle Relazioni Estere, Philippe Lalliot. L’Ambasciata di Francia a Caracas non ha voluto rilasciare informazioni al riguardo.

La nostra indagine – conclude Red Voltaire – ci permette di arrivare alle seguenti conclusioni:

• Il Presidente francese Nicolas Sarkozy ha ordinato l’omidicio del suo omologo venezuelano, Hugo Chávez.
• L’operazione è stata un fallimento.
• La Francia ha dovuto concedere importanti compensi per evitare che il caso venisse alla luce durante il mandato presidenziale di Nicolas Sarkozy.

Traduzione dal castigliano di Violetta Nobili Saviola per ALBAInFormazione

Forza Hugo, forza Venezuela!


Fonte: Senza Tregua

ciavezLa posta in gioco in Venezuela in queste ore è alta e i media diffondono a reti unificate messaggi sulla salute del presidente Chavèz che hanno come unico obiettivo quello di tentare la destabilizzazione del paese. Hugo Chavèz ha vinto le elezioni con una maggioranza schiacciante, nonostante i venezuelani sapessero della sua malattia e delle sue condizioni di salute. Nei giorni in cui era a Cuba per un nuovo ciclo di cure la colazione socialista ha conquistato venti stati su ventitre.

Non sappiamo con certezza quali siano le condizioni di salute di Hugo Chavèz, ma sappiamo quanto la posta in gioco sia alta e come dalla tenuta del governo venezuelano e della colazione che lo sostiene dipendano le sorti di tutto ciò che è stato messo in moto in questi anni in America Latina. Lo sanno bene anche gli oppositori di Chavèz, non sono quelli interni, ma soprattutto quelli che a livello internazionale si augurano la caduta del governo socialista venezuelano, magari cogliendo proprio l’occasione delle condizioni di salute del presidente in carica.

Il Venezuela è oggi il perno economico dell’ALBA, il processo di cooperazione politica ed economica messo in campo da Chavèz insieme a Cuba, Bolivia, Equador Nicaragua e altri Stati sud americani. Un insieme di accordi quelli dell’ALBA che per la prima volta nella storia tolgono una parte importante del continente sudamericano dalla totale dipendenza economica dagli Stati Uniti, che permettono riforme politiche interne di stampo socialista e la difesa dalle pressioni del FMI e dall’imperialismo americano. Il Venezuela contribuisce a questa alleanza con la concessione di fonti energetiche indispensabili per il mantenimento di questa autonomia.

Con la caduta dell’Unione Sovietica Cuba affrontò il periodo più duro della sua storia, perdendo gran parte dell’approvvigionamento energetico che l’URSS garantiva e la possibilità di commercializzare prodotti a prezzi vantaggiosi, aggirando l’embargo USA. Il “periodo especiàl” in cui la caduta dell’altra metà del mondo fece piombare Cuba nell’isolamento economico voluto dall’imperialismo è ben radicato nel ricordo dei cubani.

Gli Stati Uniti sanno che il Venezuela è lo stato chiave per l’emancipazione del continente sud americano, che grazie a Chavèz ha permesso l’uscita di Cuba dalla crisi dovuta alla caduta dell’URSS, e il riscatto di molti dei popoli latinoamericani.

È certamente un processo rivoluzionario in divenire quello venezuelano, che non ha ancora del tutto rotto con alcuni elementi tipici dello stato borghese, ma che oggi deve essere sostenuto senza alcuna reticenza perché dalla tenuta del Venezuela, dipende la tenuta di un sistema antimperialista che consente la sopravvivenza di un modello alternativo a quello capitalistico.

Il tentativo dell’opposizione di utilizzare le pieghe della costituzione bolivariana, e cavilli elettorali per chiedere la destituzione del presidente venezuelano in realtà mascherano le mire statunitensi sul governo venezuelano, tentando di preparare l’opinione pubblica alla possibilità di sollevazioni contro il governo legittimo del paese. L’aggravarsi delle condizioni di salute di Chavèz o – ci auguriamo il contrario – la sua morte, potrebbero essere il pretesto per mettere in piedi un piano che la borghesia venezuelana, finanziata e appoggiata dagli Usa coltiva da tempo, anche con una massiccia campagna di disinformazione sulle televisioni.

Prepariamoci a rispondere colpo su colpo a quello che sarà un vero e proprio assedio mediatico, in cui si cercherà di dipingere Chavèz come un “caudillo”, un “dittatore” negli stessi paesi dove la sovranità è saldamente in mano ai poteri economici, tanto, come nel nostro caso, da nominare un governo senza la sua elezione da parte del popolo.

Abbiamo fiducia che quale sia l’esito delle cure per Hugo Chavèz a cui auguriamo la miglior salute possibile, il Venezuela sarà in grado di mettere in campo una successione che porti il processo rivoluzionario avanti, andando oltre la figura di una singola persona, che ha meriti grandissimi che sempre saranno riconosciuti, ma che come la storia dimostra, da sola non può bastare.

Siamo fiduciosi che questo accada in Venezuela e da parte nostra massimo sarà l’impegno di controinformazione per non prestare il fianco alle mire imperialiste.

Con Chavèz, per il venezuela socialista!

Venezuela. Si trattiene il fiato per Chavez


Fonte: Il Tribuno del Popolo

Rimangono stazionarie le condizioni di salute di Hugo Chavez, operato qualche giorno fa a Cuba per un tumore nella zona pelvica. Tutto il Paese trattiene il fiato in attesa di buone notizie da L’Avana, e intanto il vice Nicolas Maduro tiene le fila del governo.

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Secondo Nicolas Maduro, il vice di Hugo Chavez che al momento sostituisce il presidente alla guida del Paese, Chavez al momento sarebbe completamente cosciente, e soprattutto “consapevole della complessita‘” delle condizioni nelle quali versa in seguito all’operazione per la rimozione di un tumore cui si era sottoposto l’11 dicembre scorso a Cuba. E’ stato il quarto intervento cui si è sottoposto Chavez, e lo stesso presidente venezuelano avrebbe chiesto a Maduro di informare correttamente e in modo tempestivo i cittadini venezuelani del suo stato di salute. . Chavez, gia’ colpito da un’emorragia interna poco dopo aver subito l’intervento chirurgico, da ultimo ha accusato un’infezione respiratoria che fa ritenere le sue condizioni di salute come molto delicate.   Maduro, che in giornata tornera’ in patria, ha quindi accusato l’opposizione di aver diffuso voci sul presunto decesso del presidente venezuelano, ovvero sulla necessita’ di tenerlo in vita artificialmente. “Dietro tale illazioni malevole”, ha commentato, “ci sono la malvagita’ e l’odio dei nemici del Venezuela“: persone“malate di mente, intossicate dall’astio e dalla perfidia”, ha concluso. Intanto in Venezuela la popolazione ha risposto alle notizie di peggioramento delle condizioni di salute di Chavez affollando le strade e improvvisando gruppi pubblici di preghiera. Un vero e proprio fenomeno di massa insomma, e infatti tutti i tg dedicano ampio spazio agli aggiornamenti dalla clinica dove il presidente si trova ricoverato a Cuba.