Il Fronte Al-Nusra: la Jihad per la presa del potere in Siria! (Parte II)


Continua da: Il fronte Al-Nusra: la Jihad per la presa del potere in Siria! (Parte I)

Fonte: almanar

Traduzione di Maristella Aiello

Il capo del fronte  al-Nusra

nosra1Il capo del gruppo è Abou Mohammad al-Julani. Una fonte jihadista ci ha confermato che il suo nome ci indica la provenienza familiare alla zona della pianura del Golan, che non è sotto occupazione israeliana. Ci riferisce inoltre che durante le riunioni del fronte Al- Nusra, egli è solito coprirsi il volto.  Al-julani ha mantenuto stretti rapporti con Abou Moussab al-Zarqaoui,  anziano capo di Al- Qaeda in Iraq. I membri del gruppo non sanno molto sul loro leader.

Questa tattica di isolamento è la stessa adottata da Al-Qaeda in Iraq, dove i suoi dirigenti restano lontani dai media, e prendono delle strette misure di sicurezza per i  loro spostamenti. Visto che l’identità di Al-Julani resta non confermata, una inchiesta svolta sulla vecchia rete di Al- Zarqaoui ha permesso di ridurre i possibili candidati a una sola persona, procedendo per eliminazione: quest’uomo misterioso è stato ucciso in due riprese, in Iraq nel 2006 e in Siria nel 2008! Non si può accertare se la sua nazionalità sia irachena o siriana.

Abbiamo consultato due esperti, una giornalista e un funzionario in pensione dei servizi di intelligence in Iraq, i quali hanno condiviso la nostra tesi circa l’identita di Al- Julani. Entrambi hanno espresso perplessità sulle sorti di quest’uomo, e si sono detti non convinti dalle notizie della sua morte.

Lo Jabhat al-Nusra o il fronte Al- Nusra è molto selettivo sulla scelta dei nuovi membri, pretendendo una “tezkiyya”, ossia una garanzia personale di due comandanti sul fronte circa le competenze dei nuovi arruolati, il loro impegno religioso e la loro attitudine necessaria a far parte del gruppo.

Nel mentre, i candidati al reclutamento sono esaminati per la loro bravura, la devozione e la fedeltà all’ideologia del gruppo. Questo è il motivo per cui il fronte al- Nusra ha conosciuto un tale successo. Altri gruppi ribelli come l’Esercito libero siriano fanno una politica di arruolamento di massa, che da un lato li fa forti, dall’altro li lascia in realtà disorganizzati e disuniti. C’è una massiccia presenza di combattenti arabi nei ranghi delle truppe, venuti da diversi paesi. All’inizio del conflitto, gli africani del nord rappresentavano una gran parte dei combattenti stranieri in Siria, ma negli ultimi mesi, un gran numero di combattenti son arrivati dai paesi del Golfo per raggiungere il fronte al- Nusra.

Un certo numero di sezioni (seraya) del fronte al-Nosra sono formate in base alle nazionalità dei combattenti. Ecco perché Seraya al-Tuaanisa è formata da combattenti arrivati dalla Tunisia. Un plotone mono-etnico esiste anche per i ceceni. In effetti, le unità a nazionalità unica sono spesso create per costruire un gruppo jihadista di base che farebbe poi ritorno al suo paese. Sebbene il riferimento all’unità sulla base di un’unica nazionalità  sia contrario al concetto islamico di Ummah, esso è utilizzato per esportare l’ideologia jihadista, come anche per servire raggiungere la maggior parte degli obiettivi del jihadismo.

Un gran numero di jihadisti iracheni che hanno rapporti con Al- Qaeda si trova nella regione di Deir Ezzor, tra cui alcuni comandanti. Gli iracheni e i giordani costituiscono il corpo principale degli stranieri che combattono con Al-Nusra. I privilegi speciali accordati spesso agli iracheni riflettono la relazione speciale tra i jihadisti siriani e iracheni, risalente alla guerra in Iraq. Tutti questi combattenti stranieri sono chiamati al-Muhajiroun, “gli  emigranti”, in riferimento alle prime società musulmane che sono state insediate dai compagni del Profeta, quando emigrarono dalla Mecca.

Privacy e sicurezza

nosra2Jabhat al-Nusra adotta una politica di sicurezza basata in gran parte sul silenzio. Qualsiasi violazione della sicurezza del gruppo è punibile con la morte, se accompagnata da una giustificazione religiosa plausibile – il tradimento del gruppo è presentato come un tradimento nei confronti dell’Islam e dei musulmani.

Questa politica del silenzio si rileva anche dal loro rifiuto al confronto aperto riguardo qual si voglia argomento, e soprattutto dal rifiuto di lasciarsi intervistare circa il loro obiettivo. Quando gli attacchi del fronte Al- Nusra vengono attribuiti ad altri gruppi, come per esempio all’ESL, loro non fanno nulla per confutarlo, perché non vogliono prendere parte a discussioni inutili.

La maggioranza dei combattenti  non conosce nulla della dirigenza, né della struttura dell’organizzazione. Essi non conoscono altro che i metodi di combattimento da adottare. I ribelli combattenti possono scegliere un nome di battaglia per mantenere l’anonimato, e a chi aveva dei nomi di battaglia in Iraq  viene consigliato di sceglierne degli altri per non essere individuato.

Il fronte Al-Nusra non utilizza tecnologie per trasmettere i propri messaggi, preferendo lunghe catene di messaggerie e il contatto fisico per evitare errori elettronici nella sicurezza. La maggior parte della comunicazione del gruppo avviene al di fuori della Siria, e il processo di comunicazione è molto discreto e sofisticato.

Questa organizzazione sembra essere il solo gruppo ribelle in Siria che ha dei membri in seno a diverse istituzioni governative, compreso l’apparato di sicurezza del governo e le unità militari. In particolare a Damasco, i sistemi di spionaggio sono sofisticati. Molti membri del gruppo a Damasco sono dei cittadini ordinari – professori, meccanici, commercianti e professionisti. Le informazioni raccolte da queste persone sono messe al servizio della guerriglia urbana. E’ a Damasco la sfida principale per la sicurezza del fronte Al-Nusra, e questo per la natura del conflitto in questa regione, basata sulle tattiche terroristiche, a differenza di vere e proprie guerre convenzionali che interessano altre città, come ad esempio Aleppo.

Le operazioni militari

Le operazioni nelle quali è impegnato il fronte Al-Nusra sono del tipo:  autobombe, attentati suicidi, attentati contro i posti di blocco; incendi dolosi di magazzini di liquori, come a Ras el-Ain, l’esecuzione dei professionisti dei media, e l’omicidio, tra gli altri del ministro dell’Interno e del comitato di lavoro sulla crisi.

Il fronte Al-Nusra coopera spesso, in alcune battaglie strategiche,  con altri jihadisti e con i gruppi islamisti come Soukour al-Sham (i falchi Sham), e  anche con l’esercito siriano libero (ESL). Essi si concentrano anche sul controllo delle città  in prossimità di grandi assi stradali, come Ma’aret el-Numan, per controllare il movimento all’interno del paese, e di altre posizioni importanti. Il gruppo controlla la strada tra aleppo e hasakah e ha insediato dei posti di blocco, perché quella è una via importante verso l’Iraq.

Il gruppo prende come obiettivi i media e assassina alcune figure popolari come il presentatore della televisione di stato Mohammed Said, e filma la sua decapitazione. Anche se gli assassini sono considerati come attività jihadista convenzionale, il fatto di prendere di mira i media resta imprevisto.

Media e propaganda

Jabhat al-Nusra ha la sua propria rete mediatica, al-Manara al-Bayda (il minareto bianco), di cui si serve per pubblicare i suoi video di propaganda in stile video- documentario, con gli attacchi alle vetture,e le interviste con i kamikaze potenziali. Attraverso Al-Manara al-Bayda, il messaggio del fronte Al-Nusra è trasmesso al mondo esterno tramite il forum jihadista, Shumukh al-Islam. Il suo nome è un’ allusione al minareto bianco di Al-Sham, menzionato nello Hadith, al fianco del quale il Messia discenderà alla fine del mondo, secondo la dottrina del gruppo. Anche se c’è una squadra di giornalisti in seno al gruppo, le reclute di questa squadra si battono anche sulla linea del fronte.

Relazioni con altri attori chiave all’interno della Siria

Le relazioni tra il fronte Al-nusra e l’ESL (esercito libero siriano) sono miste. Alcune brigate dell’ESL minacciano di passare nelle fila di Al-Nusra se non dovessero ricevere armi a sufficienza dall’estero. Mentre altri sostengono che il detto fronte in realtà tenta di strumentalizzare la rivoluzione per propri fini personali e che  non lavora invece per il bene del paese.

Queste due organizzazioni sono diffidenti l’una dell’altra,  perché  sono già in competizione per la popolarità tra la popolazione siriana. Entrambe infatti riconoscono che sarà difficile lavorare insieme, dopo la caduta del regime, perché i due gruppi sono nemici di vecchia data.

Secondo una fonte jihadista straniera, il fronte Al-Nusra non ha alcun problema con la base dei combattenti dell’ESL, ma è in disaccordo con la sua direzione, in particolare a livello di relazioni con gli altri attori regionali e internazionali e per la loro predisposizione alla democrazia. Malgrado le differenze fondamentali sulla loro visione di un governo siriano post- Assad, il fronte Al-Nusra ha spesso lavorato con l’ESL sul campo, e anche i loro obiettivi convergono.

Le influenze esterne

nosra3Jabhat al-Nusra rifiuta di impegnarsi con i governi stranieri nelle conferenze di pace fuori dalla Siria, poiché crede che la partecipazione internazionale non avrà altro effetto che la deviazione della rivoluzione. Dopo la creazione della coalizione nazionale, il Qatar ha cominciato a considerarsi come il protettore della coalizione internazionale che sostiene i jihadisti. E’ così che il fronte Al-Nusra ha perso un difensore tacito.

Tuttavia, i jihadisti credono che la nuova coalizione sia composta da marionette controllate dall’Occidente per i suoi propri fini, e che ciò lo dimostra l’opposizione internazionale al fronte Al-Nusra. I tentativi americani di delegittimare questo gruppo laddove esso non ha  preso di mira obiettivi americani o occidentali, appare come volontà di frenare il sostegno della Turchia e dei paesi del Golfo ai gruppi ribelli più imprevedibili, per spingere sul sostegno alla coalizione nazionale.

Fonte:Quilliam Foundation

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