Il Fronte Al-Nusra: la Jihad per la presa del potere in Siria! (Parte I)


Fonte: almanar

Traduzione di Andrea Selindro

Il potente gruppuscolo della linea dura islamista, il fronte al-Nusra, legato ad al-Qaeda, sta cercando di creare un nuovo movimento islamista in Siria con l’obiettivo di instaurare un califfato.

Questo è quanto ha rivelato uno studio strategico pubblicato per Quilliam Foundation l’8 gennaio scorso. Considerato come il gruppo estremista più attivo che combatte il regime di Bashar al-Assad, con 5000 elementi, il fronte al-Nusra ha una strategia a breve termine essenzialmente militare, anche se sono in corso preparativi a lungo termine per mettere su un gruppo di sostegno umanitario e dotarsi di armi pesanti.

Esiste un certo numero di similitudini all’interno del fronte di al-Nusra e di al-Qaeda in Iraq,  ciò costituisce una prova della storia comune delle due organizzazioni sin dall’inizio degli Anni 2000, sottolinea questo studio effettuato da Noman Benotman e Roisin Blake.

“Durante i 22 mesi che hanno seguito lo scoppio della crisi siriana, il conflitto si è trasformato in una guerra, innescata con svariati obiettivi definiti dalla politica straniera dei differenti paesi che si battono sul campo. Un certo numero di gruppi ribelli sono emersi, e da allora, sono in corso preparativi per una Siria post Assad. Per dominare la quale tali gruppi si metteranno in competizione, approfittando dell’appoggio internazionale”, spiegano gli autori del suddetto studio, che dicono tra l’altro: “Il fronte di al-Nusra figura tra i rari gruppi ribelli che combattono per motivi ideologici e jihadisti. La maggior parte dei gruppi ribelli si concentra principalmente sul proposito di un cambiamento politico in seno al governo. Sebbene tutti i gruppi abbiano il medesimo obiettivo nella lotta contro il regime, sembra che forti divergenze stiano emergendo tra loro a livello di intenti e queste divergenze saranno evidenti dopo la prevista caduta di Assad.

La maggior parte dei ribelli pro-democrazia è a favore di un intervento internazionale per facilitare la creazione di uno Stato democratico in Siria. Tuttavia, l’assenza di un intervento internazionale ha creato un sentimento d’abbandono presso gli abitanti del paese, che sono sempre più coscienti del fallimento del piano della coalizione internazionale. Una simile situazione ha condotto ad un appoggio pubblico più sostanzioso ai gruppi jihadisti, come quello del fronte di al-Nusra, ritenuto una forza efficace.

“Il fronte di al-Nusra rifiuta l’idea di richiedere un intervento della comunità internazionale nella sua lotta contro Assad, poiché in tal modo equivarrebbe accettare ed incoraggiare l’imperialismo occidentale. Costoro sostengono anche che l’intervento internazionale sovvertirebbe il loro piano a lungo termine, quello dell’instaurazione di uno Stato islamista in Siria”, sottolineano ancora in questo studio.

Gran parte dei dirigenti del fronte di Al-Nusra faceva parte della rete jihadista di Abou Mossab elZarqaoui, responsabile di al-Qaeda in Iraq all’inizio dell’anno 2000. Una volta arrivato a Bagdad nel 2002, elZarqaoui ha prelevato degli elementi fondamentali dal suo gruppo in Siria e dal Libano per costruire delle branche militari jihadiste all’interno di questi due paesi.

Nel 2007, la Siria commissionò l’omicidio di Sheikh Abu al-Qaqaa, un dirigente islamista, per il suo ruolo all’interno della spedizione dei suicidi in Iraq. Prima ancora che il fronte di al-Nusra venisse alla luce, vi erano i dirigenti radicali del gruppo di elZarqoui, come Abou Mohammad al Julani. Questo gruppo rigetta il principio delle frontiere all’interno dei paesi islamici e crede alla necessità di stabilire un califfato che governi tutti questi paesi.

Il fronte al-Nusra ha avviato la sua azione con un certo numero di incontri tenutisi tra ottobre 2011 e gennaio 2012 durante la campagna di Damasco e di Homs. All’inizio di queste riunioni, i cinque obiettivi principali del gruppo sono stati così delineati:

1. La creazione di un gruppo che includa numerosi gruppi jihadisti attivi, uniti in una sola entità coerente.

2. Il rafforzamento ed il consolidamento del principio della natura islamista del conflitto.

3. Il rafforzamento delle capacità militari del gruppo, che includano opportunità per ottenere armi e addestrare le reclute.

4. La creazione di uno Stato islamico in Siria.

5. L’instaurazione di un califfato nell’Oriente.

Al-Nusra opera attualmente per la realizzazione di antiche profezie islamiche basate sulle rivelazioni del profeta, secondo le quali la Siria o l’Oriente sarà il centro della rinascita dell’Islam e che il campo dei mussulmani sarà presente a Damasco il giorno del Giudizio Universale. Questo gruppo islamista ha colto l’opportunità di una guerra in corso in Siria per tentare di realizzare tali profezie.

Mentre il caos regna nei ranghi dell’esercito libero siriano, costituito da molteplici gruppi militari di differenti credo politici e religiosi, il fronte di al-Nusra di contro è composto  da persone con esperienza, competenza e gli apprendisti hanno tutti un piano chiaro.

La strategia di questo gruppo è basata su quattro fattori essenziali:

1- l’interpretazione delle profezie religiose.

2- le lezioni apprese dalla propria esperienza in Iraq.

3- le idee attinte dalla primavera araba.

4- i rapporti complicati con la comunità internazionale.

Per al-Nusra, la rivoluzione siriana è un faccenda islamica, che affonda le radici nei testi religiosi e coranici che insistono sulla nozione di jihad, e sulla virtù dei popoli dell’Oriente (bilad es Sham). I combattenti cercano così di divenire il popolo onorabile menzionato nelle rivelazioni attraverso l’instaurazione di un califfato secondo la volontà divina. Ma come gli altri gruppi islamici, non sembra che il fronte al-Nusra abbia una visione differente riguardo la struttura dello Stato. Per esso, è sufficiente mantenere la stessa struttura attuale ma dotandola di un aspetto islamico.

Riprendendo le lezioni attinte dalla guerra in Iraq, al-Nusra ha inserito qualche accorgimento nel suo discorso pubblico alfine di preservare la sua popolarità. Tuttavia, la dottrina rimane la stessa. La strategia attuale annunciata dal gruppo consiste in:

1- Attaccare essenzialmente bersagli militari, minimizzare le perdite nei ranghi dei civili, e risparmiare i luoghi sacri per non recare danno alla sua immagine.

2- Non ricorrere all’utilizzazione di rapporti con sette quali Kouffari (o apostati) nello specifico  alauiti, sciiti, e suffi..

3- Non agire sotto il nome di al-Qaeda per evitare i pregiudizi esistenti contro questo gruppo.

Sembra che l’obiettivo del gruppo sia di presentare le proprie idee tappa per tappa nella speranza di mantenere il sostegno popolare, poiché essi credono altrimenti in una sollevazione all’irakena delle tribù sunnite.

Il fronte al-Nusra si augura un contraccolpo contro di loro in Siria, diretto dall’Arabia Saudita e da una eminente autorità religiosa siriana wahabita. Contraccolpo

La primavera araba ha colpito la strategia di al-Nusra. Per il gruppo, non è stato effettuato alcun cambiamento in positivo nei nuovi governi in Tunisia, in Egitto, in Libia e nello Yemen.

I loro dirigenti sono particolarmente delusi dai jihadisti libici che sono stati contrari ai loro tentativi di instaurare uno stato islamista nel paese, imputando la responsabilità di questa decisione all’ingerenza dell’Occidente. Per questa ragione, al-Nusra ritiene che la sola via verso la vittoria e la caduta militare del regime, perseguita attraverso la costruzione di un governo islamista basato sulla sharia, sia quella di lottare da solo fino alla fine. Essi non vogliono negoziare con altri attori politici per non perdere il controllo della situazione.

Jabhatal-Nusra (o il fronte Al-Nusra) non desidera bandire la comunità internazionale, poiché quest’ultima non farà altro che aiutare Assad. Allo stesso tempo egli non potrà accettare l’ingerenza internazionale, poiché essa impedirà l’instaurazione di uno Stato islamista. Vi è una questione molto complicata: da una parte, la sua ideologia non permette la collaborazione con gli occidentali, e dall’altra, ritiene che sarà controproducente frammentare l’opposizione nel momento in cui gli interessi dei differenti componenti convergono.

In sostanza, il fronte al-Nusra adotta una strategia di guerriglia urbana-rurale, che prende il controllo delle periferie delle principali città per lanciare degli attacchi contro dei bersagli governativi ma anche contro dei bersagli civili. Questi attacchi urbani sono basati sul terrorismo politico, hanno come obiettivo seminare caos e instabilità e annientare la legittimità del regime di Assad attraverso la paura.

Il fronte è impegnato in due aspetti di attività non militare:

– Una missione religiosa che consiste nel predicare la propria visione dell’islam (al-Da’wa)

– Un’azione umanitaria che consiste nella distribuzione del pane, del gas e delle coperte.

Nell’attesa della caduta del regime siriano, questo movimento ha già adottato una strategia su due fronti:

– Raggruppare tutte le forze jihadiste sotto uno stesso comandamento per creare una nuova equazione: “i jihadisti contro il resto della gente”.

– Accettare un eventuale afflusso di nuovi combattenti dell’Iraq; costoro porteranno infine un aumento della violenza.

All’interno dell’organizzazione

La struttura militare

Jabhat Al-Nusra (JN) conta all’incirca 5000 elementi ufficiali, con molteplici migliaia di potenziali membri e jihadisti indipendenti che lottano con loro. La struttura del gruppo varia in funzione dell’area geografica in cui sono operativi i combattenti dei combattenti in seno alla Siria.

A Damasco, dove è stata adottata la tattica della guerriglia urbana, l’organizzazione è divisa in cellule, poiché in questo modo si riducono le probabilità di localizzazione. Ad Aleppo, tuttavia, il gruppo può essere organizzato secondo delle linee militari semi-classiche, con delle brigate, dei reggimenti e dei plotoni che combattono insieme contro le forze del regime.

Il gruppo ha cominciato la sua azione sotto forma di una serie di cellule, dal momento che il governo è ancora forte, utilizzando un basso livello della tattica della guerriglia urbana, come gli assassinii e le macchine esplosive, e questo, per ragioni di sicurezza. Però, da allora il gruppo si dispone in plotoni molto più importanti all’interno di determinate regioni, modificandone la struttura per adattarsi alla natura mutevole della guerra.

Oggigiorno, al-Nusra possiede armi pesanti ed esegue le sue attività da delle “sale operatorie” all’interno delle zone ribelli. Queste sale operatorie sono situate generalmente in vecchie installazioni civili, per esempio una sala di matrimoni in un quartiere di Aleppo utilizzata per diversi mesi come centro di pianificazione degli attacchi. Tali camere sono molto utili per la pianificazione delle operazioni regionali, permettendo agli elementi di al-Nusra di essere più efficaci. Le altre branche del gruppo comprendono l’artiglieria pesante e le brigate di difesa aeree. E’ raro avere tali armi pesanti per un gruppo jihadista, ed è questa la prova che potrebbe esserci come obiettivo a lungo termine del fronte al-Nusra di formare un esercito permanente.

Le operazioni del fronte si dividono in due categorie: Amniya (“assicurative”) e Askariya (“militari”). Le operazioni di messa in sicurezza hanno luogo principalmente a Damasco dato che quelle militari sono eseguite in altre zone del paese. A seguito delle dichiarazioni ufficiali del gruppo si nota una importante evoluzione per quanto riguarda gli obiettivi e le tattiche di questi due tipi d’operazione. La principale differenza tra le due tipologie di operazioni concerne le unità che le eseguono. Ciò sembra dimostrare che noi stiamo assistendo alla costruzione di strutture di sicurezza attraverso il paese, e al fatto che il gruppo si adatta alla evoluzione del conflitto e che si prepara per il dopo Assad, prendendo dei provvedimenti atti a separare i servizi di sicurezza delle strutture dall’esercito.

Struttura religiosa

Jabhar al-Nusra è formata da una gerarchia di organismi religiosi. Alla sua testa ha un piccolo consiglio consultivo (Majlis al-Shura) che prende le decisioni a suo nome. Tuttavia, questo gruppo rispetto ad altri gruppi ribelli soffre di una carenza di autorità religiose che dirigano la preghiera e diffondano il loro messaggio religioso. Per questa ragione, gli imam di altri paesi sono chiamati dall’esterno a raggiungere la Siria per assumersi tale responsabilità.

Il consiglio consultivo comprende il grande mufti (al-qadi al-A’am), Abou Moussab al-Qahtani, che dovrebbe essere di nazionalità saudita. Tuttavia, certe fonti dicono che il mufti del fronte Al-Nusra è un cittadino irakeno di Mossul, chiamato Maysar Ali Moussa. Ad ogni modo il grande mufti non è che il capo religioso della Siria orientale. Il personale religioso gioca ugualmente un ruolo importante nella leadership regionale, avendo ciascuna regione un comandante ed uno sceicco. Lo sceicco ha poteri di supervisione sul comandante da un punto di vista religioso ed è conosciuto per essere il commissario religioso (al-dabet shar’i). Il commissario religioso di Aleppo, lo sceicco Ammar, (nome di guerra di Abou Mohammed al-Halabi) è stato un uomo molto influente nella città. Egli dirigeva la preghiera del venerdì e predicava il messaggio jihadista prima che venisse ucciso ad Aleppo nel dicembre 2012.

Al-Nusra ha anche istituito dei tribunali religiosi attraverso i quali regola le controversie all’interno dei membri del gruppo e pronuncia le sentenze contro i prigionieri. Questi tribunali hanno un ruolo importante per il mantenimento dell’ordine pubblico.

Abbiamo ricevuto i rapporti di un giudice che ha condannato un comandante a parecchie frustate per aver falsamente accusato un combattente di legami con le Shabiha (le forze pro-Assad). Il comandante è stato punito alla presenza di un numero di combattenti per prevenire incidenti simili. I tribunali che applicano la sharia del fronte al-Nusra sono aperti anche ai civili siriani e persone non facenti parte del gruppo che si recano a chiedere consiglio al tribunale per delle questioni personali. L’esercito libero siriano (ASL) ha recentemente adottato una struttura giuridica simile, designandola elemento per spiegare i vantaggi dell’instaurazione di un tale tribunale come un mezzo per rispettare la legge e l’ordine….

(continua su  Il fronte Al-Nusra: la Jihad per la presa del potere in Siria! (Parte II))

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