La Francia e i ribelli islamici: due pesi e due misure (di Iyad Khuder)


Fonte: Il Pensiero Attuazionista

Hollande in EAU 15 gennaio: Il nostro intervento in Mali è per proteggere la sovranità dello stato del Mali e per prevenire un espansione dei terroristi.

Muaz Al-Khatib, deluso dalla decisione degli USA di inserire Al-Nusra nella lista di organizzazioni terroristiche. “la decisione di inserire nella lista nera uno dei gruppi che combattono il regime deve essere riesaminata”

I ribelli islamici per la Francia: terroristi in Mali e amici in Siria

In Siria: amici di Hollande

In Mali: terroristi da uccidere

Mentre la Francia si trova coinvolta in Mali PER PROTEGGERE LO STATO contro i combattenti islamici legati ad Al-Qaeda, considera quegli stessi jihadisti che urlano Allah Akbar e che combattono il regime infedele in Siria, come “ribelli pro libertà e democrazia”! Non crea alcun problema alla Francia che i ribelli stiano in realtà distruggendo lo stato siriano, gli impianti delle centrali elettriche, oleodotti, scuole, bancomat, dipartimenti di polizia e tutte le istituzioni governative!

Così come la Francia da un lato considera un suo dovere mandare elicotteri e l’aereonautica a bombardare i miliziani islamici in Mali, dall’altro accusa l’esercito siriano di commettere un’aggressione brutale laddove invece sta solo difendendo lo stato all’interno dei suoi confini..

Noi siriani non osiamo chiedere alla Francia di aiutarci a combattere quelle bande di estremisti che stanno distruggendo il nostro paese, ma chiediamo ai politici francesi di “andare a quel paese” e di smetterla di versare lacrime di coccodrillo per la popolazione siriana che proprio ora sta vivendo un forte razionamento di elettricità, gas e benzina, grazie ai “ribelli pro libertà e democrazia”, probabilmente convinti che anche l’elettricità e le scuole appartengano al ‘regime’.

Così come ringraziamo la UE che ha organizzato molte conferenze degli “amici del popolo siriano” offrendo sempre uno straordinario supporto alla popolazione siriana: un inasprimento delle sanzioni!

Tutte quelle volte che finiamo la disponibilità di elettricità, benzina, pane, ci ricordiamo con affetto dei nostri “amici del popolo siriano” ed esprimiamo loro la nostra più sincera gratitudine.

Con amici così chi ha bisogno di nemici!?

Si potrebbe sostenere che la “Francia non stia aiutando i jihadisti in Siria, ma solo i ‘ribelli’ che combattono per la libertà e la democrazia” ed è per questo che il suo presidente Francois Hollande ha ricevuto Muaz Al-Khatib, il capo del cosiddetto “Syrian Opposition National Council” (che è stato creato a Doha alla presenza dell’ambasciatore Americano in Siria Robert Ford e a quella dell’emiro del Qatar) , ed è stato riconosciuto come ‘legittimo rappresentante del popolo siriano’.

Bene, ma non si può non comprendere la natura di quei ‘ribelli’ davanti alla dichiarazione che Muaz Al-Khatib, che si suppone sia un politico che lotta per la democrazia, ha rilasciato, in quanto molto deluso dalla decisione degli Stati Uniti di inserire nella lista delle organizzazioni terroriste “Jabhat Al-Nusra”, collegata ad Al Qaeda e forza militare principale che combatte l’esercito siriano. Al-Khatib infatti, nel suo discorso al meeting di Marrakesh (Marocco) degli ‘Amici della Siria’ il 12-12-2012 dichiarò:

“La decisione di mettere nella lista nera uno dei gruppi che combattono il regime deve essere riesaminata”

The Voice of Russia:

Sito ufficiale di  Muaz Al-Khatib:

I leader del cosiddetto “Free Syrian Army” e altri personaggi dell’opposizione hanno condannato la decisione Americana ed espresso amicizia per “Al-Nusra” in una dichiarazione all’agenzia France Press (in Arabo) france24.com

P.S. Strano che le dichiarazioni sull’argomento di Muaz Al-Katib o quelle dei ribelli o dell’opposizione non riescano ad essere pubblicate sui media occidentali, e difatti non si trovano, anche cercando in Google.

Ciò che sono riuscito a trovare io, è solo la versione in Arabo su france24.com, perchè i politici occidentali sanno che nel mondo arabo c’è simpatia e ci può essere compassione per gli estremisti di Al-Nusra e Al-Qaeda, ma non vogliono rischiare di rivelare la vera natura dei “ribelli” in Siria al pubblico europeo.

Iyad Khuder 15 gennaio 2013

Traduzione di Tommaso Cavagna

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