Il presidente Assad delinea una soluzione politica al conflitto siriano


Fonte: RT

Il presidente siriano ha delineato un piano per fermare il conflitto nel suo paese, iniziando da uno stop al supporto internazionale per gruppi terroristici legati ad al Qaeda. La soluzione propone una nuova costituzione, un nuovo governo ed una riconciliazione nazionale.

Il Presidente Bashar Assad ha detto che il suo governo non ha mai rifiutato una soluzione politica, ma che non è disposto a negoziare con i terroristi. Ha quindi sottolineato come la soluzione per la crisi possa venire solo dall’interno della Siria.

“La soluzione politica comporta che i poteri regionali ed internazionali interrompano il loro appoggio ai gruppi armati, a cui farà seguito la cessazione di attività contro di essi da parte delle forze di sicurezza governative,” ha detto Assad nel suo primo intervento pubblico da giugno alla popolazione siriana.

Assad ha asserito che la mossa sarà seguita dal dialogo tra tutte le parti che lavorano nell’interesse della Siria nella forma di una conferenza nazionale sulla stipulazione di una tregua e per la stesura di una nuova costituzione che sarà poi sottoposta al voto popolare. La carta formerebbe la base del nuovo governo siriano.

Il passo finale sarebbe un processo di riconciliazione nazionale, inclusa un’amnistia per quelli imprigionati durante la crisi.

Assad ha chiarito che il suo governo non ha ancora trovato un partner pronto a sostenere una soluzione alla crisi in corso in Siria. Ha comunque ringraziato Russia, Cina ed Iran per non aver interferito negli affari siriani.

Ha anche criticato l’opposizione siriana, riferendosi ai ribelli con termini come “marionette dell’occidente” e “terroristi affiliati ad Al-Qaeda”.

Ci sono terroristi che seguono l’ideologia di al-Queda. Noi fratelli combattiamo contro questa gente. La maggior parte di loro non sono Siriani… Gli daremo una lezione,” ha detto Assad che ha chiamato alla mobilitazione nazionale per combattere i “criminali assassini” che assediano il paese.

Ognuno deve difenderlo… l’attacco è alla nazione intera.. ogni cittadino che ne ha coscienza… ed il rifiuto di aderire a soluzioni sta facendo regredire il paese“. Ha aggiunto


Condanna internazionale

Le reazioni della comunità internazionale sono arrivate quasi istantaneamente con il nascente gruppo di opposizione “the national coalition” che ha bollato il discorso di Assad come un tentativo di mettere i bastoni tra le ruote ad una soluzione diplomatica della crisi.

Mentre il ministro degli esteri inglese William Hague ha descritto le parole di Assad come “oltre l’ipocrisia” e ha detto che “le sue promesse vuote non inganneranno nessuno“.

L’unione Europea ha dichiarato dopo il discorso che è ora che Assad ceda il comando.

Assad ha parlato nel teatro lirico centrale di Damasco davanti ad una folla di sostenitori che hanno accompagnato il suo discorso con applausi e grida di incoraggiamento e alla fine si è lasciato trascinare dal moto di folla esultante.

Con il sangue e l’anima ci sacrifichiamo per te. Oh Bashar! “ cantava la folla a fine discorso.

Secondo stime calcolate dall’ONU, almeno 60.000 persone sono state uccise nel conflitto siriano da quando è cominciato 21 mesi fa.

L’inviato di pace della lega araba e dell’ONU, Lakhdar Brahimi, sta spingendo per un governo di transizione, anche se rimane ambiguo rispetto ad un eventuale futuro di Assad. Gruppi di opposizione hanno invece chiesto le dimissioni immediate del leader siriano.

Traduzione di Tommaso Cavagna

Allah! Suriya! Assad wa Bass!!

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