Con questi cambiare NON SI PUO’


Fonte: Controcorrente Sinistra di Rifondazione Comunista

OPINIONI ControCorrente. Con questi qui cambiare NON SI PUO’

redazione

‘Eran 300 eran giovani e forti e sono morti’. Così Mercantini celebrava la sfortunata spedizione di Carlo Pisacane e di un pugno di mazziniani, sbarcati nel 1857 a Sapri per far sollevare il popolo contro i Borbone. Il popolo in realtà li attendeva armato di falci, ne massacrò 25 e 150 li consegnò alla gendarmeria. 83 superstiti vennero uccisi dagli abitanti di un paesino dei dintorni e Pisacane, per scampare a una fine terribile, fu costretto a spararsi. I pochi sopravvissuti vennero condannati, prima a morte poi all’ergastolo, mentre due di loro, inglesi, vennero assolti per infermità mentale grazie all’intervento di Sua Maestà britannica.

Ieri a Roma, all’assemblea nazionale di CambiareSiPuò, di ‘giovani e forti’ ce n’erano ben pochi, ma – a giudicare dal dibattito – l’epilogo si annuncia non meno tragico. Al momento della discussione su regole, liste e candidature ieri tutti contro tutti. Urla, fischi, bordate senza pietà – non prive di giustificazione – nei confronti della presidenza, dei partiti e dello stesso Ingroia, leader per investitura divina, pronto a ‘dialogare’ con Bersani. Qualcuno propone Crozza al suo posto. Il segretario di Rifondazione, con un atto di disperazione, si arrampica sul palco inseme ai suoi per cercare di modificare in extremis il testo della mozione conclusiva. Dalla presidenza implorano di approvarla in fretta ‘sennò ci cacciano fuori dal Teatro’. Mattei e Torelli, di ALBA, propongono un emendamento e Revelli, di ALBA anche lui, vota contro. Morale: cancellare i disastri della sinistra senza togliersi dai piedi i loro principali artefici è impossibile. Finché ci sono questi qui cambiare NON-SI-PUO’. E questi non si sparano…

 

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One thought on “Con questi cambiare NON SI PUO’

  1. giovanni gennaio 5, 2013 alle 8:26 pm Reply

    Voglio esprimere un’opinione controcorrente anche io…non sò di che epilogo siano a conoscenza i compagni di Controcorrente, sò invece che il percorso di costruzione del cosiddetto Quarto Polo procede, pur tra notevoli difficoltà date dal poco tempo a disposizione e dalla necessità di trovare una sintesi tra le varie anime del movimento antiliberista e anticapitalista che hanno aderito ai tanti appelli alla costruzione di un polo autonomo dal PD, di questi ultimi mesi. Disfattisti e liquidazionisti, come sempre non mancano, una consistente e rumorosa frangia di comunisti che vede come fumo negli occhi la candidatura di Ingroia. Non si sono sottratti al gioco tafazzista nemmeno i professoroni di Alba, che poi se la sono presa a male perchè i compagni, dal “basso” della loro terrena saggezza hanno capito che i partiti di sinistra non sono tutti uguali ne tantomeno da rottamare ( Prc in primisi ), e che la disponibilità di Ingroia è un contributo prezioso per la costruzione di un vero spazio di agibilità politica e democrazia partecipata anche e soprattutto per i tanti comunisti di questo paese che non intendono rimanere ai margini dei processi reali. Bisogna capire tutto ciò ora e adesso, inserirsi con fermezza e intelligenza nel dibattito in atto e farlo perchè i lavoratori di questo paese, autoctoni e non, hanno bisogno dei comunisti in Parlamento. Per poter fare ciò è necessario che noi focalizziamo la nostra attenzione e iniziativa politica sulle questioni essenziali, mettendo in sordina le questioni tattiche accessorie. La politica è, come tutte le attività umane più complesse, scienza e arte insieme, analisi seria della realtà e conseguente organizzazione, ma al tempo stesso capacità di previsione e creatività, che consiste nel creare piuttosto che nell’attendere le condizioni per una ripresa autonoma dell’iniziativa di classe. Una di queste condizioni è il ritorno in Parlamento del PRC, Non l’unica ma certamente, in questa fase, una delle condizioni essenziali, insieme alla costruzione sul terreno sociale di un fronte unico della classe lavoratrice, vero motore di una non velleitaria opposizione sociale all’Agenda Monti e insieme alla ricostruzione di un forte e unitario partito comunista italiano necessario per rilanciare la lotta di classe e la lotta per l’egemonia dei comunisti all’interno della classe lavoratrice e nella società tutta. Altro che liquidazione del Partito e scioglimento nel fronte liberal democratico degli arancioni. “Rivoluzione Civile” è uno spazio all’interno del quale far crescere idee e programmi per difendere la Costituzione e lo stato sociale, per
    fermare il declino materiale, economico e morale del Paese, per rilanciare un modello sociale fatto di sviluppo, solidarietà e equità, tutto ciò che il neo liberismo e il sovversivismo mafioso dei poteri forti italiani, compreso il Vaticano hanno calpestato o cercato di interpretare in maniera distorta. Al lavoro e alla lotta, compagni! Lo scontro di classe è tra noi e gli esponenti del pensiero unico, non dimentichiamolo….

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